Tu sei qui

Infrastrutture, workshop dell’Anas per adottare ulteriori procedure per prevenire i reati di corruzione e concussione

Infrastrutture, workshop dell’Anas per adottare ulteriori procedure per prevenire i reati di corruzione e concussione

Il Presidente Pozzi: “Siamo all’avanguardia dal punto di vista dei controlli interni e delle procedure trasparenti. Già varati il Codice Etico, l’Organismo di Vigilanza sul modello organizzativo e il Gruppo di lavoro di attuazione del decreto 231”


Una giornata di approfondimento sul decreto legislativo 231, con la partecipazione di alcuni dei massimi esperti nel settore, “al fine di informare nel dettaglio la classe dirigente dell’Anas sui contenuti della nuova normativa e di potenziare ulteriormente l’impegno della Società delle Strade per la legalità e per la qualità delle attività aziendali”. E’ l’obiettivo del workshop che si è tenuto oggi a Roma, organizzato dall’Anas e intitolato “Circuito informativo e formazione del personale nella nuova organizzazione dell’Anas SpA ai sensi del D.lgs 231/01”.

“Siamo all’avanguardia dal punto di vista dei controlli interni e delle procedure trasparenti - ha dichiarato il Presidente dell’Anas Vincenzo Pozzi -. L’Anas sin dall’entrata in vigore della nuova normativa ha posto in essere una serie di importanti iniziative per migliorare le proprie procedure operative e per renderle più trasparenti, ritenendo che il decreto legislativo 231 costituisse un’occasione per rafforzare i controlli e il sistema interno di prevenzione dei reati penali, con particolare riguardo a quelli contro la pubblica amministrazione, come ad esempio la concussione o la corruzione. Tutto ciò nell’interesse dell’Azienda, dei cittadini, e dell’intera Nazione”.

Tra le iniziative già intraprese dall’Anas, Pozzi ha citato il varo del codice etico “che contiene i canoni deontologici di trasparenza e di legalità ai quali l’Anas vuole attenersi nonché le linee guida relative alla gestione degli appalti, che sono finalizzate, a livello esterno, a garantire la massima correttezza nell’assegnazione nello svolgimento degli appalti e, a livello interno, a richiamare tutto il personale alla massima vigilanza affinché siano costantemente impediti atti illeciti, pretendendo da ogni dipendente il rigido rispetto delle norme di legge e prevedendo stringenti impegni da parte di ogni singolo ufficio”.
Il Presidente dell’Anas ha poi ricordato che “è stato istituito un apposito Organismo di Vigilanza, guidato dal prof. Stefano D’Ercole, deputato al controllo sui modelli organizzativi adottati dall’Anas e sulla adeguatezza delle procedure, dotato del potere di attingere informazioni da tutte le aree operative aziendali”, e che, “al fine di avere un interfaccia operativo con l’Organismo, è stato costituito un Gruppo di lavoro dedicato all’attuazione del decreto 231, composto da dipendenti della Direzione centrale Affari Legali e del Servizio Organizzazione e coordinato dal prof. Antonio Fiorella e dal suo studio legale, con il compito di definire le migliori e più trasparenti procedure operative”.
Infine “sono state infine individuate le aree più a rischio nella filiera produttiva, e cioè la programmazione, la progettazione, l’aggiudicazione, l’esecuzione e il laboratorio di Cesano. Per il settore delle gare e contratti si è già giunti alla definizione delle procedure operative, sottoposte all’esame dell’Organismo di Vigilanza. Per le altre aree le procedure sono già state analizzate, con l’individuazione dei possibili rischi di reato, ed è in corso la loro rivisitazione alla luce dei nuovi assetti aziendali”.

Roma, 18 gennaio 2005