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Anas: nel Piano Decennale di Viabilità 2003-2012 previsti interventi per oltre 170 miliardi di euro

Anas: nel Piano Decennale di Viabilità 2003-2012 previsti interventi per oltre 170 miliardi di euro

A novembre 2004 l’Anas ha già approvato progetti per 3.835 milioni di euro, appaltato progetti per un valore pari a 6.365 milioni di euro, aggiudicato lavori per 3.919 milioni di euro, e cantierato lavori per 2.771 milioni di euro
Settantacinque anni al servizio del Paese. L’Anas di ieri ha costruito la rete stradale del Paese fra le due guerre, ed è stata protagonista della ricostruzione, accompagnando il miracolo economico. “L’Anas di oggi conserva lo stesso sogno e la stessa missione, modernizzare il cuore pulsante del sistema dei trasporti italiano, ma con una nuova frontiera: realizzare le grandi arterie stradali e autostradali per collegare in modo più veloce ed efficiente l’Europa allargata a Est”. E’ quanto ha sottolineato il Presidente dell’Anas Vincenzo Pozzi, parlando al convegno “Le strade dello sviluppo” che, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Pietro Lunardi, ha chiuso le celebrazioni per il 75° anniversario dell’Azienda.

Pozzi ha ricordato che proprio la Legge Obiettivo, voluta dal Ministro Lunardi, è il provvedimento cardine che ha consentito all’Anas di predisporre il Piano Decennale della Viabilità 2003-2012, che ha ricevuto di recente il parere positivo della Conferenza Unificata Stato-Regioni, e prevede interventi per oltre 170 miliardi di euro, di cui 86 miliardi riconducibili dell’ambito della programmazione nazionale delle opere strategiche.
Il Piano consentirà di fronteggiare adeguatamente la crescita della mobilità su strada, che nei prossimi 10-15 anni prevede incrementi compresi fra il 30 e il 40 per cento. L’impegno finanziario riguarda le autostrade in concessione (circa 58,5 miliardi di euro), le autostrade in gestione diretta Anas (circa 10,6 miliardi), la rete degli itinerari nazionali e interregionali (50,5 miliardi), la rete Anas di integrazione con i sistemi regionali (circa 43,5 miliardi), le opere di manutenzione straordinaria e di messa in sicurezza (circa 7 miliardi).

Il Presidente dell’Anas ha sottolineato “il contributo dato dall’Azienda, negli ultimi tre anni, al rilancio delle opere pubbliche”. Infatti, il valore delle gare bandite, che aveva subito una flessione negli anni precedenti, ha fatto segnare un notevole incremento. “Basta confrontare i dati del 2001 con quelli del 2003. Nel dicembre del 2001 l’Anas ha pubblicato bandi per lavori per un valore pari a 2.166 milioni di euro; nel dicembre del 2003 i bandi per lavori pubblicati dall’Anas hanno raggiunto il valore di 6.375 milioni di euro, con un incremento quindi del +194%. Un andamento più che positivo hanno avuto anche le gare per lavori, che dicembre 2001 hanno raggiunto l’importo di 1.132 milioni di euro, mentre nel dicembre del 2003 hanno toccato il valore di 3.813 milioni di euro, che significa una crescita del +237%. Discorso analogo vale per i lavori consegnati, che nel 2001 sono stati pari a 1.203 milioni di euro, mentre nel 2003 hanno toccato la soglia dei 2.132 milioni di euro, pari ad un incremento del +77%. Con effetti positivi anche sull’occupazione”.
Nel 2003, tra lavori pubblicati e gare aggiudicate, l’Anas ha realizzato investimenti per 10 miliardi. “Una cifra del peso di due finanziarie – ha dichiarato Pozzi -, che ha fatto dell’Anas la maggiore società italiana per investimenti”. Un trend positivo che prosegue nel 2004, con “risultati straordinari soprattutto per l’apertura dei cantieri”. “Nei primi undici mesi dell’anno abbiamo approvato progetti per 3.835 milioni di euro, appaltato progetti per un valore pari a 6.365 milioni di euro (compresi i 1.891 milioni di euro di lavori banditi dalla controllata Anas “Quadrilatero Marche-Umbria” S.p.A.), aggiudicato lavori per 3.919 milioni di euro, e cantierato lavori per 2.771 milioni di euro”. L’Anas ha avuto anche la capacità di reinvestire i residui passivi delle precedenti gestioni, pari a 5.140 milioni di euro.

Pozzi si è poi soffermato sulle opere più significative, partendo dalla constatazione che attualmente i cantieri Anas aperti sono 481 (241 al Sud), per un importo di 7.637 milioni di euro. Un’accelerazione delle progettazioni e degli appalti è stata impressa per la Salerno-Reggio Calabria (tra il settembre 2002 e il novembre 2004 sono state bandite le gare relative a cinque macrolotti, per un investimento complessivo di circa 4 miliardi di euro; entro il 2006 sarà completato il 50% dell’autostrada), per la nuova Statale 106 Jonica (per la quale l’Anas ha già attivato lavori per 1.467 miliardi di euro), per l’Asti-Cuneo (lavori in corso per 285 milioni di euro; lavori già realizzati per circa 145 milioni di euro, pari ad oltre il 50% dei lavori appaltati), per la Quadrilatero Marche-Umbria (il bando di gara dei due maxilotti in cui sono stati accorpati i vari interventi previsti, è stato pubblicato il 19 novembre scorso, e l’Anas conta di arrivare nel 2005 all’aggiudicazione dei lavori e alla conseguente apertura dei cantieri) e per i lavori di completamento della Catania-Siracusa (i cantieri apriranno all’inizio del 2005 e i lavori saranno terminati entro il 2010) e della Palermo-Messina, che sarà inaugurata il prossimo 21 dicembre. E’ in fase di realizzazione la terza corsia del GRA di Roma (con uno stato di avanzamento di oltre il 45%) e sono in corso i lavori della Malpensa-Buffalora.

Pozzi ha anche sottolineato l’importanza degli istituti del project financing e del general contractor: “Il rispetto dei vincoli di bilancio richiede l’individuazione di nuove modalità di finanziamento. Occorre favorire il coinvolgimento dei soggetti privati nelle fasi di costruzione e gestione”. E’ una strada percorribile, come dimostra il fatto che l’Anas ha ricevuto proposte oltre che per la Brescia-Bergamo-Milano (già mandata in gara e aggiudicata), anche per la tangenziale Est di Milano, la Catania-Siracusa, la Salerno-Reggio Calabria, il raccordo autostradale Avellino-Salerno, la Grosseto-Siena-Bettolle, la Civitavecchia-Orte-Venezia, la Campogalliano-Sassuolo.
“Un miliardo di euro di nuovi investimenti autostradali - ha concluso Pozzi - genera le seguenti ricadute: +0,12% di produzione interna, +0,11% di occupazione, +0,11 di prodotto interno lordo. Questo vuol dire che il settore stradale e autostradale può dare un forte contributo alla crescita dell’economia e del Paese”.

Roma, 16 dicembre 2004